Occupazione del suolo pubblico, per un trasloco in piena regola

Quando si organizza un trasloco bisogna vederne tante ma ce n’è una che passa un po’ inosservata: l’occupazione del suolo pubblico. Forse perché parcheggiare il furgone su un marciapiede e poi fare avanti indietro con scatole, scatoloni e mobilio per poche ore ci sembra normale. In realtà non è così: per avere il permesso di occupare uno spazio pubblico bisogna consegnare una domanda alla Polizia Municipale o alla sezione dedicata del comune della città. Insomma, una bella coda non ce la leva nessuno.

I campi della domanda sono molto dettagliati:

  • dati del richiedente e della ditta che effettua il trasloco;
  • luogo dell’occupazione;
  • durata dell’occupazione;
  • motivo dell’occupazione;
  • mq occupati;
  • zone occupate (marciapiedi, strade, aree verdi);
  • eventuale utilizzo di mezzi speciali;
  • e altro ancora.

I moduli, si sa, sono una rottura di scatole ma per fortuna sono tutti simili e richiedono tutti lo stesso tipo di informazioni. Quello che cambia sono i tempi di consegna e approvazione della domanda: in alcuni comuni va inoltrata addirittura un mese prima per essere sicuri di ricevere la risposta in tempo, in altri servono 15 giorni mentre alcuni la approvano nello stesso momento in cui la consegni.

In questo modo ci viene fornito un permesso di occupazione temporanea che di solito è valido per un periodo di 14 giorni, ma anche qui ogni comune fa trasloco a sé. Ah, da non dimenticare che nel caso si voglia tenere libera una zona di sosta bisogna munirsi di cartello e segnalarlo dalle 48 alle 72 ore prima.

Tutte regole e cavilli che a te interessano relativamente perché prima del trasloco saremo noi di Fiorello a occuparci delle scartoffie. Siamo abituati a fare ordine… anche quando si parla di burocrazia.

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